INTERVIEW: YOUNG GUNS

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young guns

Gustav Wood, cantante e leader degli Young Guns, giovane band proveniente dalla contea inglese del Buckinghamshire, ci ha dedicato alcuni minuti per una piccola intervista…

– Partiamo dal vostro album di debutto “All Our Kings Are Dead”: cosa significa il titolo? Chi sono “i nostri Re”?

Possono essere tanti i riferimenti: inizialmente è una frase del testo di una nostra canzone (Sons Of Apathy, ndr.), che racchiude in sé lo stato d’animo di quando non hai nessuno a cui ti puoi rivolgere e da cui prendere l’esempio, e alla fine dei conti è anche il sentimento d’orgoglio che un chiunque ragazzo della mia età può avere. Ma questa non deve essere intesa come una cosa negativa, perché siamo una generazione dove  la mancanza di questi modelli dà a noi lo stimolo per cercare e creare la nostra strada e il nostro percorso, ed è questo che come gruppo stiamo facendo.

– In “Winter Kiss” mi sembra ci sia qualche riferimento alla religione: se sì, essa occupa un posto importante nella vostra vita?

Questa può essere la tua opinione. Beh, ti posso dire che io non sono religioso e nessuno della band lo è. Ma c’è un senso di romanticismo che pervade la religione e in questo senso mi piace l’idea, della fede, della passione, del credere in qualcosa di più grande di noi e del sentire attraverso essa una sorta di “connessione speciale”. Non sono mai stato come la maggior parte della gente che dice ≪No, fanculo la religione!>>, ecco, questo no, e penso che se la gente vuole credere in qualcosa e questo dà a loro un senso di positivo di benessere, allora sono d’accordo, mi sta bene.

– Cos’è cambiato e cosa troviamo di nuovo in “All Our Kings Are Dead” rispetto al vostro EP “Mirrors”?

“Mirrors” è stata la prima volta che ci siamo messi a scrivere: il risultato sono  quattro pezzi diretti, al limite, e di questo ne siamo orgogliosi, ci piacciono, e sono forti abbastanza per introdurre una nuova band. Ma pensavamo ci fosse qualcosa di più da dire: “Mirrors” è molto semplice, corto, e l’abbiamo fatto in quel modo per essere il più diretto possibile, come uno sparo. Con AOKAD cercavamo testi più elaborati e più profondità. Secondo me gli album migliori e quelli di cui la gente si innamora siano quelli che hanno bisogno di un po’ di tempo per crescere, per poi rivelare la loro intima essenza. E il nostro primo full-lenght abbiamo deciso di scriverlo come un insieme di dodici singoli, dove ognuno di esso ha bisogno di più ascolti per potersi rivelare, spero, in tutto il suo peso e in tutta la sua passione. E mi sembra che ci stiamo riuscendo! Stiamo ancora crescendo come band e stiamo cercando ancora il tipo di musica che vogliamo suonare, stiamo provando dei cambiamenti, delle evoluzioni, e per il nuovo lavoro, che stiamo già scrivendo, si vedrà una progressione, come dall’EP al primo disco c’è stata una crescita, e così dal primo al secondo cercheremo di continuarla. 

– Ora, col vostro tour, avrete due date  in Italia assieme ai Vanilla Sky in supporto agli All Time Low. Eravate già stati nel nostro Paese, precisamente a Milano lo scorso Ottobre come supporto ai Danko Jones: raccontateci come vi siete trovati.

L’italia è uno dei posti che preferiamo per suonare. Siamo un gruppo a cui piace la buona cucina e ci siamo letteralmente innamorati di questo paese. E tralasciando tutto, il pubblico e i fan sono sempre molto caldi quando ci vedono:  quando siamo arrivati lo scorso ottobre con i Danko Jones era la nostra prima volta qui, e siamo anche riusciti anche a rimanere qualche giorno e staccare un po’ per fare i turisti: abbiamo visitato Milano, il Lago di Como, ci siamo divertiti ed abbiamo assorbito  un po’ dell’atmosfera italiana. Siamo contentissimi  di essere di nuovo qui e tenteremo di ritornare il più presto possibile, perché amiamo il vostro Paese.

– State già lavorando a qualche progetto futuro?

Al momento stiamo costruendo pezzo per pezzo il nostro secondo lavoro, e saremo in studio a registrare da luglio alla fine dell’estate. E speriamo di tornare in tour per la fine dell’anno o al massimo  per l’inizio del nuovo. È strano perché stiamo ancora promuovendo AOKAD , e oggi (21 febbraio, ndr) è uscito il nostro nuovo singolo con video “Stitches”, ma allo stesso tempo stiamo lavorando sul nuovo disco. Siamo molto eccitati, perché abbiamo lavorato tanto per queste canzoni, siamo in tour  e tra poco tempo  sarà nuovamente il momento di ricominciare. E alla fine del tour torneremo a casa e ci rimetteremo a lavorare sulle nuove canzoni.

– Vi hanno definiti come una promessa per gli anni a venire: cosa rispondete? Dove volete arrivare?

Sono solo adulazioni! Stiamo ancora crescendo come band, amiamo la musica, ci piace suonare, e l’idea della gente che parla bene di noi è molto stimolante. Ci fa pensare che forse stiamo lavorando bene e che stiamo facendo qualcosa di buono, ed è una delle cose che ti fa sentire meglio al mondo! Stiamo comunque cercando di rimanere focalizzati sui nostri obiettivi  e cerchiamo di non dare troppo peso a quello che dicono gli altri, cercando di scrivere quante più canzoni buone, e  se facciamo questo tutto il resto lo possiamo mettere in secondo piano. Possono  anche dire che noi diventeremo la migliore rock band inglese, ma le cose possono cambiare in ogni momento, le persone possono cambiare, e anche tra pochi mesi potremmo non essere più “cool”, ma noi lavoriamo ogni giorno per essere il meglio di ciò che possiamo essere, farci nuovi amici, ovvero stabilire un collegamento vero con la gente, parlarci, e se tutto va bene possiamo considerarci dei “benedetti”, perché anche se è un lavoro duro a noi piace farlo, ci divertiamo,  e non è di certo per l’aspetto economico. È un’esperienza meravigliosa!

Fabrizio De Guidi

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