REVIEW: AUDEN – LOVE IS CONSPIRACY

http://www.saladdaysmag.com/auden-love-is-conspiracy/

auden love is conspiracy

AUDEN
‘Love Is Conspiracy’–EP
(V4V Records)
7.5/10

La recensione di questo EP sarebbe dovuta uscire almeno dieci anni fa. Invece, per le varie vicissitudini della vita, ‘Love Is Conspiracy’ degli Auden, semi-sconosciuta band romana, viene riportato alla luce solo ora, grazie all’immane sforzo dell’etichetta V4V Records, nel tentativo di recuperare e restaurare le registrazioni, lasciate in fermentazione dal 2002. Ed è proprio tutto il tempo che è passato ad aver dato a ‘Love Is Conspiracy’ quel gusto intenso e fragile, esperto ed ingenuo, un contrasto di alternative rock, emo, e post hc, ispirato e racchiuso nel nome del poeta Auden. L’EP è formato da cinque pezzi, tutti superiori ai tre minuti e con un tempo di ascolto di venti minuti scarsi, dove gli Auden si esprimono alla maniera riconducibile ad Afghan Whigs, The Get Up Kids e Fine Before You Came (a cui i nostri sono molto legati), con testi interpretati in un inglese con qualche imperfezione (ma siamo nei primi anni del nuovo secolo, quindi tutto sommato passabile), che parlano della vita di tutti giorni, dei problemi dell’adolescenza, gli amori, le delusioni, le confusioni. Ma sono le chitarre e la batteria a dare la spinta a quell’architettura post che lascia l’amaro in bocca, e la voce si alterna tra cantato e parlato (‘There Was Always Too Much Light In The Room’, ‘A Conspiracy About Love’) : ‘Spring Grass For A Girl Collision’ è il pezzo di apertura che dà la direzione a tutto il lavoro con un buon intro di chitarra, in ‘My Wrong Sentimental Education’ la fanno da padrona i cambiamenti di ritmo ed intensità, passando a ‘Things I’ve Never Done’, pezzo uscito in una compilazione già anni fa, con un’ottima linea di chitarra e backing vocals che si inseriscono a supporto, chiudendo con ‘A Conspiracy About Love’ che esplode dopo un’intro di parlato e dando alla batteria il giusto spazio. Dieci anni fa sarebbe cambiato qualcosa con questo EP, per noi e per gli Auden? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. L’unica cosa che possiamo fare è ascoltarceli ora.
(Fabrizio De Guidi, @fabriziodeguidi)

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